Finora ho raccontato il perché. Adesso facciamo il come, con i numeri sul tavolo. Prendo un'app immaginaria e la porto dal numero che ti sbandierano a quanto vale davvero, passo per passo.
Una nota prima di iniziare: i numeri qui sotto sono inventati, servono solo a far vedere il ragionamento. Non sono un caso reale né un benchmark di mercato. Il numero vero esce solo guardando il caso specifico — questo è lo schema, non la risposta.
Il numero che ti dicono
«L'app fa 5.000€ al mese.» Sessantamila euro l'anno. Detto così suona come un business, e nella testa di chi vende il prezzo è già partito: "fa 60k l'anno, varrà almeno 120-150k". Quasi sempre quel numero è ancorato ai ricavi. Ed è lì che parte l'errore — ne ho scritto qui.
Passo 1 — Togli i costi che scompaiono dal racconto
I 5.000€ sono incassato, non guadagnato. Sotto ci sono le voci che nel pitch non compaiono mai:
- infrastruttura e hosting che scala con gli utenti
- commissioni degli store
- servizi di terze parti (email, notifiche, analytics, monitoraggio)
Mettiamo che facciano 1.500€/mese. Restano 3.500€/mese.
Passo 2 — Togli il fondatore (che lavora gratis, finché c'è)
L'app "gira da sola"? Quasi mai. Qualcuno risponde alle recensioni, sistema i bug, fa i deploy, parla con gli utenti. Oggi è gratis perché lo fa il fondatore. Ma il fondatore, se vende, se ne va — e quel lavoro qualcuno dovrà pagarlo. È il costo più invisibile di tutti.
Se sostituirlo costa 1.500€/mese, restano 2.000€/mese. Cioè 24.000€ l'anno di utile vero — quello che in gergo si avvicina all'owner earnings.
Riassumendo:
- Ricavi dichiarati: 60.000€/anno
- − costi reali (infra, store, servizi): −18.000€
- − costo del lavoro del fondatore: −18.000€
- = Utile reale ≈ 24.000€/anno
Il "business da 60k" è un'attività da 24k di utile. Non è poco — ma non è quello che ti hanno raccontato.
Passo 3 — Dal profitto al prezzo: il multiplo
Qui arriva l'altro malinteso. Il prezzo non è "ricavi × qualcosa". È utile reale × un multiplo. E le micro-app prendono multipli bassi, perché portano rischi che il compratore sconta: dipendono da una persona sola, spesso da un solo canale o da una sola piattaforma.
Mettiamo un multiplo d'esempio di 2–3× l'utile annuo (il valore esatto dipende da crescita, retention, rischio, nicchia — qui serve solo a mostrare il meccanismo, non è un benchmark):
- 24.000€ × 2 = 48.000€
- 24.000€ × 3 = 72.000€
Quindi un'app "da 5.000€ al mese" vale, in questo esempio, intorno ai 48–72k — non i 120-150k sognati partendo dai ricavi. Spesso la metà o meno.
Perché lo stesso numero potrebbe valere di più
Non è solo brutte notizie. Gli stessi 24.000€ di utile possono prendere un multiplo più alto se c'è del futuro comprabile:
- la retention è solida (gli utenti restano, non è una vasca che si svuota)
- c'è una leva non sfruttata: zero marketing finora, un canale intatto, una funzione che gli utenti continuano a chiedere
- il fondatore è poco indispensabile (vedi Passo 2 al contrario)
È il principio del comprare e poi costruire: un compratore paga di più se quello che compra è una base solida su cui aggiungere valore, non un castello che regge solo finché c'è chi lo tiene su.
La morale
Il numero che ti dicono è l'inizio della conversazione, non la risposta. Il lavoro vero sta nei Passi 1 e 2 — togliere quello che non c'è e far emergere l'utile reale. Solo dopo ha senso parlare di multiplo e di prezzo. Chi parte dai ricavi e moltiplica, sta tirando a indovinare. Chi parte dai costi, sta facendo i conti.
Vuoi questo ragionamento applicato a un'app vera — la tua, o una che stai per comprare? È esattamente quello che faccio in Valuta & Vendi. E se i numeri ti spaventano, parti dal glossario e dalle fasi.