← Torna al blog
10 giugno 2026

I conti delle app si somigliano tutti (negli errori)

I conti delle app si somigliano tutti (negli errori)

Per costruire un modo serio di mettere un prezzo su un'app, ho dovuto passare molto tempo dentro i numeri. E ho notato una cosa: i conti delle app non si somigliano nei ricavi — lì sono tutti diversi. Si somigliano negli errori. Le stesse tre o quattro cose tornano ogni volta, qualunque sia l'app. Ecco quelle che guardo per prime — e che dovresti guardare anche tu, prima di comprare o di farti valutare.

Il ricavo è vanità, quello che resta è verità

Chi vende parte sempre dal ricavo: è il numero che fa scena. Ma il ricavo non ti dice se è un business — te lo dice quello che resta dopo i costi che nessuno nomina. L'ho già scritto qui: io parto dalla fine del conto, non dall'inizio. Un'app "da 10.000 al mese" che ne brucia 9.000 in infrastruttura e servizi non è un'app da 10.000. È un'app da 1.000 con una bella copertina.

I costi nascosti sono quasi sempre gli stessi

Quando gratti la superficie, le voci che "spariscono" dal racconto del venditore sono sempre quelle:

Il costo più invisibile è il fondatore stesso

Tante micro-app sembrano profittevoli solo perché chi le tiene in piedi non si paga. Supporto, fix, deploy, risposte alle recensioni: lavoro vero, contato zero. Il giorno in cui quel fondatore esce — e se vende, esce — qualcuno deve farlo al posto suo. E quel qualcuno costa.

Se il profitto sparisce quando il fondatore se ne va, non stavi comprando un business. Stavi comprando un secondo lavoro.

La crescita "gratis" non esiste

Molte app piccole sembrano sane perché la spesa di marketing è zero: crescono per inerzia, passaparola, una vecchia spinta. Bellissimo — finché dura. Nel momento in cui devi pagare per acquisire un utente nuovo, i conti cambiano faccia. La domanda che faccio sempre è una: questa crescita da dove viene davvero? E quanto costerebbe ricomprarla, se si fermasse da sola?

La concentrazione è un rischio travestito da forza

Il venditore te la racconta come trazione; io la leggo come fragilità. Un solo canale che porta utenti (una parola chiave, una fonte virale, l'algoritmo di una piattaforma). Un solo cliente che fa metà del fatturato. Una sola dipendenza tecnica che, se alza il prezzo o chiude, ti spegne l'app. Un numero bello costruito su un pilastro solo è un numero che trema.

Il dato più importante non è nel conto economico

È la retention. Un'app con bei ricavi ma che perde utenti più in fretta di quanti ne acquisisce è una vasca senza tappo: la riempi e si svuota. I ricavi sono una foto; la retention è la direzione. Tra un'app che incassa tanto oggi ma perde pezzi ogni mese e una che cresce piano e tiene, scelgo la seconda senza pensarci.

Cosa me ne faccio, di tutto questo

Non guardo i numeri per fare il pignolo. Li guardo perché un prezzo giusto nasce solo da numeri veri — e perché comprare qualcosa che già funziona e costruirci sopra ha senso soltanto se quel "funziona" è reale, non recitato. La parte bella la costruisci dopo. Ma la paghi sul passato — e il passato, nei conti, lo trovi solo se sai dove guardare.

Il perché dietro tutto questo sta in perché i numeri dichiarati quasi sempre mentono. E se vuoi un prezzo che regga su un'app vera — non sulla copertina — è esattamente quello che faccio in Valuta & Vendi.

← Tutti gli articoli